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L'acquedotto romano
L'acquedotto romano di PesaroL'acquedotto romano di PesaroL'acquedotto romano di PesaroL'acquedotto romano di Pesaro

L'antico acquedotto di Pesaro ha le sue origini alle pendici dei colli di Novilara, all'interno del bacino nord degli stessi colli, a quota 133 m sul livello del mare. L'arteria principale si diparte dalla valletta lungo il fosso dei Condotti alle pendici del Monte Fuga, e discende in cunicolo tutta la Valle dei Condotti fino alla località di Muraglia. Lungo questo tratto sono presenti numerose diramazioni che scendono dalle vallette laterali. A Muraglia, l'acquedotto immetteva le sue acque in un serbatoio; riemergeva quindi per attraversare la via Flaminia sugli "Archi di Muraglia" per reimmettersi in cunicolo alle pendici di Monte Granaro. Percorreva poi, dall'innesto con la diramazione dell'acquedotto di Monte Granaro, sempre in cunicolo e con percorso talora tortuoso, il versante sud-ovest di Colle Ardizio fino al serbatoio posto all'incrocio fra le vie Michelini Tocci e traversa M. Ardizio. Quest'ultima parte si perde all'interno dell'intensa urbanizzazione che ha interessato la zona, e risulta spesso completamente manomessa dall'intensa edificazione degli anni '60-'70 del '900. Dal serbatoio dell'Ardizio, le acque giungevano fino alla piazza del Popolo. La lunghezza complessiva del manufatto è di km 9,6 di cui 6,6 km dell'arteria principale e 3 km dei 14 rami secondari. Nella sua fase più antica, quella romana, l'acquedotto è stato datato, con il metodo della termoluminescenza, alla piena età imperiale.

La scoperta dell'acquedotto

La testimonianza più antica finora rinvenuta, relativa all'acquedotto romano di Pesaro risale al 1536. Una ristrutturazione di tutto l'acquedotto romano venne avviata nel 1678 e conclusa nel 1684; nel 1908 l'ing. Ferruccio Briganti presentò un progetto per la costruzione di un nuovo acquedotto, progetto che fu realizzato a partire dal 1911.

Informazioni

Novilara
tel.: 0721 286114 (Quartiere 3 - Delle Colline e dei Castelli)

I siti dei sepolcreti e il percorso dell'acquedotto sono segnalati da cartelli ben visibili collocati lungo la strada comunale di Santa Croce che dalla zona della necropoli scende verso Pesaro fino ad incontrare l'acquedotto. I reperti provenienti dai sepolcreti si trovano invece presso il Museo Archeologico Oliveriano di Pesaro.

 

 

 

 

 

 

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